Giro Giro Tondo – Design For Children


Titola così la mostra presente all’interno del Triennale Design Museum, inaugurata il 1 Aprile 2017 – fino al 18 Febbraio 2018.

Il Triennale Design Museum nasce nel 2007  alla Triennale di Milano con lo scopo di offrire al visitatore la possibilità di lasciarsi coinvolgere e travolgere dalle eccellenze del design italiano. Questa scelta è dettata dalla necessità di restituire la complessità ad una disciplina come quella del design che ha da sempre evidenziato di avere una storia non univoca.  Ad ogni anniversario del TDM viene allestita una mostra che rimane visitabile durante l’arco dell’anno.

Per la decima edizione, dunque, i curatori hanno pensato di concentrarsi sul Toy Design, spiegandolo agli adulti oltre che ai bambini. La mostra, infatti,  catapulta il bambino in una dimensione quasi mistica. Spazia negli anni e invita a soffermarsi sulla diversità dei materiali, forme e funzioni.

Giro Giro Tondo prende il nome non solo da uno dei giochi più diffusi tra i bambini – il girotondo appunto –  ma anche dalla rivista di filastrocche di Bruno Angoletta (visibile nella teca a forma di osso, nella penultima sezione del percorso). Per poter accedere al percorso espositivo, bisogna letteralmente attraversare Quadratino (inventato da Antonio Rubino nel 1910 e presente tra le pagine del Corriere dei Piccoli) camminando sul suo naso. ll visitatore si ritrova in una primissima sezione chiamata Ouverture in penombra e dalle pareti nere lucide che simulano il movimento di un bacino d’acqua. Oggetti iconici, alcuni fuoriscala realizzati ad hoc, fungono da componente silenziosa e squillante capace di donare a tutti l’emozione ludica e funzionale che il design offre non solo ai piccoli.

Proseguendo, il volto del celebre Bruno Munari offre il proprio saluto da una apparente fotografia – in realtà si tratta Pixel Quercetti –  in una posa bizzarra nella quale si appresta a vedere il mondo non con occhiali convenzionali, bensì con il fondo del bicchiere. La sua figura rilevante ed imponente accompagnerà il visitatore all’interno di tutta la mostra, oltre alla sezione dedicatagli e curata dal figlio Alberto Munari.

Si arriva nelle sezioni Arredi e Giochi. La prima invoglia a ripercorrere l’Italia del ‘900 negli ambienti quotidiani come la casa e la scuola, tra banchi, cavallucci a dondolo o giochi. Tutto rigorosamente in legno. Nella seconda, ci si concentra sulla storia del giocattolo italiano del Novecento. Si possono distinguere giochi più tradizionali e di genere da quelli più creativi, manuali ed interattivi, a quelli senza tempo come il pallone Super Santos fino a giungere a quelli che inseriscono la scienza come il Crystal Ball. I più ibridi creano un connubio tra il manuale, l’analogico e l’elettronico (materiali “poveri” per l’involucro esterno e tecnologie come quella di Arduino e sensori). 

In tutte e due le sezioni si può notare il passaggio temporale attraverso i cambiamenti formali e materici che abbandonano il legno sostituendolo con la plastica colorata.

La nuova sezione, Architettura, è segnalata da una struttura azzurra (l’esterno è una lavagna per i gessetti colorati) che ricorda il disegno stilizzato di una casetta. All’interno fotografie e video raccontano come la scuola abbia subìto il passaggio da “caserma” a “casa”, grazie agli studi, ricerche ed esperimenti di Maria Montessori e delle sorelle Agazzi. 

La sezione successiva, Pinocchio,  ospita il simpatico personaggio prodotto dagli anni Venti agli anni Duemila con materiali e modalità differenti. In una teca, è presente il primo libro rilegato – inizialmente la storia era a puntate sul Giornale dei Bambini – , la prima traduzione in inglese e le successive traduzioni nelle lingue del mondo, inclusi i dialetti. Inoltre, all’interno di una grandissima balena rosa è possibile immergersi in animazioni e sigle, spot pubblicitari e di cartoni animati.

Le ultime sezioni, prima della sala dei Giochi per i bambini con lego e calamite, riguardano i Maestri (come la sopracitata Montessori) e gli Strumenti utilizzati e in uso all’interno delle scuole.

 

 

http://www.triennale.org/mostra/tdm10-giro-giro-tondo-design-for-children/

 

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Patrizia Calcagno

"Studentessa di design del prodotto per l'innovazione con impronte concettuali, filosofeggianti ed umanistiche. Amante della fotografia, della scrittura e di quel design che, incontrando l'arte, confonde la gente al punto tale da destare stupore, fascino ed ossessione. Affettuosamente rispettosa della natura e degli animali, sognatrice di viaggi, esploratrice di terre locali e familiari, abile costruttrice di castelli in aria (a volte si reggono in piedi). "



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