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Women who changed Art and Architecture: Kazuyo Sejima e la solida trasparenza


Chi è Kazuyo Sejima?

Kazuyo Sejima

La sua formazione la vede entrare giovanissima, appena terminati gli studi presso la Japan’s Women University, nello studio del grande maestro giapponese Toyo Ito. All’epoca, nel 1981, ha circa venticinque anni. Dopo intensi anni di apprendistato in uno dei più strutturati studi giapponesi, nel 1987 finalmente realizza il sogno di aprirne uno che porta il suo nome: Kazuyo Sejima & Associates. Tra i suoi primi assunti vi è anche Ryue Nishizawa, che Kazuyo aveva conosciuto durante la sua permanenza al Toyo Ito & Associates, con il quale nel 1995 Kazuyo inaugura una partnership florida e attiva tutt’ora, senza però abbandonare il suo percorso da solista.

Kazuyo Sejima and Ryue Nishizawa / SANAA

Lo studio prende il nome di SANAA, ovvero Sejima and Nishizawa and Associates.

I primi progetti, che si collocano per gran parte in Giappone, sembrano già essere portatori di una cifra stilistica e funzionale profondamente chiara ai due architetti. Il vetro (trasparente, opaco, temperato o satinato) è il protagonista indiscusso del loro linguaggio. Unisce o separa, a seconda della necessità. La vivibilità è il principale obiettivo. L’architettura prende vita solamente quando ne viene invasa. Non esiste una gerarchizzazione stabilita degli spazi. Al fine di rendere tutto questo possibile viene utilizzato un solo ed unico colore: il bianco. Trasporta ovunque la luce, non crea contrasti invasivi, è la tinta della seta e della carta di riso.

La fioritura dei ciliegi al 21st Century Museum of Contemporary Art. Foto di Vibeke Hjortskov Knudsen

Tutto ciò cresce, si evolve e si concretizza molto chiaramente anche nella progettazione più recente come, ad esempio, nel New Museum of Contemporary Art di New York, inaugurato nel 2007. Questo edificio, formato da sei scatole sfalsate di diverse dimensioni, si colloca nel centro del quartiere di Bowery, un tempo luogo in cui regnava povertà, prostituzione e corruzione, oggi zona meravigliosamente gentrificata del Lower East Side.

New Museum of Contemporary Art, New York, SANAA

Il museo è rivestito da una maglia di alluminio senza soluzione di continuità, al fine di illudere l’osservatore che si tratti di un unico volume, una forma unica e coerente, sebbene, all’interno, rimanga mutevole, dinamico e vitalizzato dalla luce. La pianta di tutti e sei i piani viene sagacemente liberata da pilastri centrali ingombranti, relegando alle pareti perimetrali la funzione portante.

Collegamento verticale tra il terzo e il quarto piano, New Museum of Contemporary Art, New York, SANAA

L’atmosfera rarefatta e poetica di questo come di altri edifici progettati da SANAA rimanda a una sintesi fra la tradizione architettonica giapponese e l’avanzamento tecnologico adottato dallo studio in fatto di materiali e soluzioni costruttive. Come se la leggerezza rilassante ma codificata della cerimonia del tè, la precisione e la tecnica della cucina Kaiseki, la semplicità di futon – materasso arrotolato – e shoji – porte in carta di riso – rinascessero sotto forma di un’architettura per l’uomo attraverso la sapiente progettazione di Kazuyo.

Hanahana, Kazuyo Sejima, prodotto da Driade

Il 2010 è probabilmente l’anno per lei più impegnativo ma allo stesso tempo più soddisfacente. Viene nominata Direttore per il settore Architettura della Biennale di Venezia, per la quale cura la dodicesima Esibizione Annuale Internazionale d’Architettura. E’ la prima volta dal 1980 che tale incarico viene assegnato ad una donna.

People meet in Architecture vuole dar vita ad una nuova Biennale come occasione di incontro nell’architettura, ma anche di riconoscimento come individui attraverso l’architettura. Di qui la scelta di un programma che, piuttosto che mettere in scena i lavori delle sole Archistar, offre spazio a decine di architetti provenienti da tutto il mondo destinati ad affiancare le 56 partecipazioni nazionali.

Ogni partecipante diventa curatore di se stesso e la mostra si arricchisce di una molteplicità di sguardi, piuttosto che rispondere a un orientamento univoco.

Rolex Learning Centre, Losanna, SANAA. Foto di Iwan Baan.

Inoltre, lo studio SANAA, lo stesso anno, vince il Premio Pritzker, il cosiddetto Premio Nobel per l’architettura.

Kazuyo Sejima, dunque, è da ritenersi la più nota, prolifica e sapiente esponente femminile dell’architettura giapponese contemporanea.

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Amina Chouairi

Milanese di Milano Milano, profondamente legata a Tokyo e ai suoi ciliegi. Dal Manzoni al Politecnico, sono un'architetto in erba con sei anime sorelle. Il mio alter ego è Edna Mode. Sono in costante ricerca di un'ispirazione, di un modello, di un esempio da stravolgere e fare mio. Non sapendo dare una forma ai miei sentimenti attraverso l'Arte, allora ne scrivo. L'Arte mi stimola, mi mette in comunicazione, mi connette. L'Arte ci salverà tutti.



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