Prima di Domani- di Ry Russo-Young


“Se potessi vivere più volte lo stesso giorno, vorrei quel giorno facesse la differenza… non solo per me”

La giovane adolescente Samantha, ha tutto quello che una ragazza all’ultimo anno di liceo potrebbe desiderare: ha un famiglia che la ama, un gruppo di amiche popolari e un ragazzo invidiato e ambito da tutte. La sua vita, cambia completamente un venerdì sera, quando, al ritorno da una festa, Sam e le sue amiche, rimangono vittime di un incidente che sembra essere mortale. Tuttavia, la ragazza si risveglia nel suo letto e capisce di dover ripetere continuamente il giorno dell’incidente, finchè non troverà un modo per porre fine a questo ciclo temporale

 

Il film, è un adattamento del celebre besteseller “Before I go” di Lauren Oliver. E’ diretto, invece, dalla regista esordiente Ry Russo- Young, giovane regista indipendente, che si sta facendo strada nel mondo del cinema. Si tratta di una produzione in cui “nuovo” può essere una parola molto riassuntiva: nuova nel panorama è la regista, esordiente la sceneggiatrice Maria Mangetti ed esordienti anche le attrici.

E’ una storia che sembra ricordare molto un mix tra Mean Girls, per il gruppo di ragazze popolari che bullizzano chi non piace loro, e Tredici, la nuova serie tv targata Netflix, che affronta proprio gli effetti del bullismo e le conseguenze del suicidio adolescenziale. Questo lascia intendere che ci siano diversi clichè che attraversano la storia, ed effettivamente, questo è quello che sembra raccontare la prima parte del film, incentrata quasi sui problemi adolescenziali tipici, come il rapporto con il proprio fidanzato, la prima volta e il bullismo. Tuttavia, la Young è riuscita a costruire una storia che non è così banale come potrebbe apparire. L’incidente di Sam, è il motore che cambia completamente la direzione del film, da semplice teen-movie, ad un racconto più complesso, che diventa un vero e proprio percorso interiore. Una pecca, è sicuramente legata, paradossalmente, a questo stesso percorso che la protagonista affronta, in quanto, ad un certo punto, il suo esito sembra diventare quasi scontato. Il racconto è pur sempre un racconto di formazione e la ricerca d’identità, la ricerca di risposte, sono all’ordine del giorno in storie di questo tipo. Però è davvero apprezzabile, il tentativo del film, di non essere la solita pellicola di formazione, che va in una sola direzione. Young cerca di cambiare il modo in cui si raccontano temi delicati, arrivando ad un finale che non è necessariamente scontato.

Questo clima teso e pesante, è smorzato dalla freschezza delle quattro ragazze, il cui gruppetto racchiude, i caratteri tipo nelle cerchie rappresentate dai teen movie: la romanticona, quella alle prime esperienze, quella pazza e festaiola e l’amica che, di esperienze, ne ha già fatte troppe. Si tratta di giovani amiche, che, per quanto possano sembrare superficiali nel loro modo di vedere la vita e comportarsi, mostrano un’amicizia sincera, quasi ingenua.  Si accantona la classica storia d’amore tra adolescenti, per raccontarne una che parla di amiche per la pelle, di una sorellanza, che i segreti li ha, nascosti e cupi. Questo è, probabilmente, un buon punto a favore del film. Nessuna delle ragazze è una santa, ma nessuna di loro è un mostro completo. Rappresentano gli adolescenti di oggi, frutto di una società diversa, che carica anche gli adolescenti di problemi e traumi.

E’ un film sul cambiamento. Si racconta solo la storia di Samantha, che vive le conseguenze delle sue scelte attraverso un viaggio interiore. Bisogna davvero arrivare alle estreme conseguenze, per capire quale sia la strada giusta da seguire? Forse si. Ogni giorno che passa, è come se Sam sbattesse contro un muro. Trova la verità, ma non il modo con cui affrontarla. Brava in questo, l’attrice Zoey Deutch, che ha saputo ben rendere tutti gli stadi emotivi che il suo personaggio affronta:  allegria, tristezza, rabbia, menefreghismo, senso di vuoto, tranquillità, consapevolezza. Il punto però, non è stato solo mostrare Sam e i suoi problemi, non ci si concentra solo sul “bullo”, ma anche sul “bullizzato”, attraverso il complesso e disperato personaggio di Juliet. “C’è chi ride e chi viene deriso”: questo è uno dei nodi fontamentali del film. Il capire che un pensiero del genere, non è nella norma. Spesso per capire questo, sopratutto se si è adolescenti, è necessario fare un proprio personale percorso e sbattere la testa più e più volte. A volte si può riuscire, a volte no.

Dal punto di vista tecnico, ciò che salta subito all’occhio è la tecnica del giorno o fatto che si ripete. Questo è un espediente molto difficile da usare, poichè, per quanto affascinante possa apparire, la tecnica deve essere usata sempre in modo originale e curato, perchè il rischio più grande, è quello di annoiare. Non si potrebbe mai pensare di guardare un film di 2 ore, incentrato su questo tema, e vedere sempre le stesse scene ripetersi, senza nulla che catturi l’attenzione. La Young ha fatto, invece, un buon lavoro. I giorni si ripetono incessantemente, ma ognuno è diverso dall’altro, non solo per ciò che accade, ma anche grazie ai paesaggi invernali che la regista riprende, variando l’altrimenti solito alternarsi: scuola-festa. Quindi ogni giorno, subisce una variazione, in modo tale, da mantenere la tensione, perchè non sapremo cosa accadrà.

 

Insomma, sicuramente non si tratta di un film eccellente, non è la pellicola dell’estate e non è un film indimenticabile, ma è comunque un buon prodotto da guardare, nei pregi e difetti. Diverso dai soliti ed una validissima alternativa. Consigliato non solo per chi sta vivendo l’adolescenza, ma anche ad adulti e genitori, perchè, infondo, anche gli adulti, se vivessero il loro ultimo giorno di vita, probabilmente inizierebbero un percorso quasi di redimissione

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samantha mandurino

Studio Comunicazione, media e pubblicità a Milano. Nonostante la bellezza dei miei ben 21 anni, posso dire con orgoglio che la mia testa immagina di viaggiare tra film e serie tv, come se non ci fosse un domani. Ne amo così tanti che sarebbe impossibile fare l'elenco. Dico solo che spero ancora nella lettera da Hogwarts e di sposare Leonardo DiCaprio. Questo è tutto dire



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