Brando Benifei, un esempio tra i giovani


Nella giornata di sabato 9 aprile si è svolta l’iniziativa “Varese in Europa” con temi riconversione urbana, opportunità per i giovani, promozione del turismo. L’appuntamento è stato fortemente desiderato da Brando Benifei che, classe 1986, è il più giovane eurodeputato italiano. Insieme a lui, nel dibattito, hanno partecipato il Magnifico Rettore dell’Università Insubria di Varese, Alberto Coen Porosini e Davide Galimberti, candidato sindaco alle prossime elezioni della città.

Brando, membro della commissione lavoro e affari speciali di Bruxelles, è stato recentemente premiato dalla rivista Forbes tra i politici under 30 più influenti in Europa.

Noi di UniCoffee lo abbiamo incontrato in questa occasione per conoscerlo meglio.

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Nonostante la giovane età hai raggiunto degli obbiettivi importanti, cosa ti ha permesso di arrivare a ciò?

Dopo aver conseguito la laurea in legge presso l’università di Bologna, un’esperienza che mi ha segnato sia nel senso di un’attenzione europeista sia per una propensione al dialogo con altre culture ed altri paesi è stato, senza dubbio, l’Erasmus a Londra. Uno degli obbiettivi del mio programma come europarlamentare, infatti, è quello di rendere l’Erasmus e le esperienze di mobilità accessibili per tutti.

Il percorso iniziale è stato caratterizzato dall’attivismo politico tra i banchi di scuola, in parallelo all’amministrazione  locale come consigliere provinciale. Successivamente, sono diventato un punto di riferimento per i giovani del partito democratico sui temi europei. Per molti anni, infatti, ho ricoperto la carica di responsabile Europa Nazionale per i giovani del PD e di vicepresidente europeo dei giovani socialisti. Alle ultime elezioni europee si è creata la possibilità di una candidatura giovane per ricoprire una carica nel parlamento europeo e, grazie al partito, sono stato eletto.

 

Come si evince dalla tua biografia gli interessi che ti appartengono sono molteplici, ma quali sono le questioni sulle quali ora poni principalmente la tua attenzione?

Ora mi occupo principalmente di questioni legate al lavoro, internazionali -soprattutto del mediterraneo- e di agenda digitale. In particolare di quest’ultima, applicata alla disabilità e ai diritti per le minoranze. Nel caso della disabilità l’ambito di interesse è l’accessibilità dei siti della pubblica amministrazione, ovvero la possibilità di superare in maniera facile i limiti di copyright per poter utilizzare le opere culturali in linguaggio braille per non vedenti.  In un anno e mezzo sono riuscito a coniugare diversi elementi tra loro, ma soprattutto a capire come si intersecano  le differenti questioni. Ad esempio il mercato unico digitale, che costituisce uno dei temi centrali del 2016 della commissione europea, riguarda le politiche per i giovani, per il lavoro e l’accessibilità della rete internet per tutti.

Il ruolo di maggior rilevanza che rivesto in questo momento è quello di relatore del parlamento europeo sul rapporto dell’integrazione nel mondo del lavoro per i rifugiati. Lo scopo del lavoro è promuovere un’integrazione socio lavorativa dei rifugiati, evidenziando le migliori pratiche per far sì che coloro che richiedono asilo o godano dello status di rifugiato non costituiscano un peso per le comunità ospitante, ma diventino uno strumento di crescita economica. Anche se ciò non è chiaramente possibile nell’immediato, all’arrivo dell’immigrato.

 

L’associazione Eulab, di cui ne sei presidente, è finalizzata a realizzare campagne sui temi delle politiche giovanili, puoi dirci qualcosa di più?

Insieme ad un gruppo di ragazzi abbiamo fondato questa associazione con lo scopo di promuovere dibattiti e riflessioni sulle politiche del lavoro europee rispetto a temi più caldi, come reddito e mobilità. Nelle prossime settimane uscirà un fascicolo riguardante il mercato unico digitale e le implicazioni rispetto alla creazione e alla distruzione del lavoro all’interno dell’unione europea. È possibile leggere i vari articoli in materia sul blog Eulabassociazione.eu.

 

In passato, il sogno di diventare un uomo politico di successo; il presente, ha dato la possibilità di esserlo concretamente, ma il futuro cosa pensi ti riserverà?

Il lavoro attuale mi interessa. Le questioni di cui mi occupo, sia socio economiche sia di politica estera, sono importanti e portare avanti un ulteriore mandato comporterebbe più  tempo per continuare  un lavoro su questi fronti. Credo fortemente nell’Unione Europea. Per contrastare i fenomeni di disgregazione sarebbe necessario puntare ad una integrazione europea efficace, rafforzata e differenziata. In tal senso bisognerebbe considerare alcuni paesi all’interno di un piano di seconda fascia di integrazione.

 

Quali consigli ti senti di dare ai giovani?

I giovani svolgono un ruolo fondamentale nella crescita dell’Unione Europea. Occorre perciò costruire dei momenti di confronto sia con l’opinione pubblica sia con i giovani. Questi devono prendere in mano la situazione. Spesso mi reco nelle scuole per spingere i ragazzi ad interessarsi alle questioni europee. Il futuro dei giovani deve partire dai giovani.

 

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Francesca Somarè

Attualmente studentessa in scienze internazionali presso la facoltà di scienze politiche della statale di Milano, ma con la passione per la cucina ed in particolare la pasticceria.



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