Happy Speech, Mr President!


Anche quest’anno UniCoffee è presente all’evento Seeds&Chips.

E lo fa cominciando col botto. Infatti, Special Guest non è altro che Barack Obama, l’uscente presidente degli Stati Uniti d’America.

Quest’uomo è stato oggettivamente uno dei leader più influenti del nostro tempo, il suo YES WE CAN risuonava in locali gremiti di gente e nelle televisioni, per ben due mandati consecutivi.

Sia negativamente che positivamente, il suo operato è sempre stato seguito e commentato, forte della sua posizione politica: il presidente degli Stati Uniti d’America ha un potere relativamente enorme, in grado di ribaltare le sorti mondiali.

Ma in questa sede L’ex presidente ha parlato economia, politica e progresso rimandando ad un altro grande tema, quello della sostenibilità alimentare.

Il Seeds&Chips – The Global Food Innovation Summit, è uno degli eventi di riferimento a livello mondiale nel campo della Food Innovation. Si tratta di una vera e propria vetrina interamente dedicata alla promozione di soluzioni e talenti, tecnologicamente all’avanguardia, provenienti da tutto il mondo. Si incontrano imprenditori, investitori, manager coinvolti – a livello mondiale – nel costruire lo scenario futuro del Food System. Vengono esplorate nuove soluzioni, innovazioni e trend del settore, per poi presentare prodotti, effettuare test, trovare investitori e raggiungere al meglio il pubblico di riferimento per il proprio business. L’obiettivo è quello di creare sinergie, al fine di condividere idee con aziende e altri soggetti che condividono gli stessi obiettivi.

Dunque, è in questo scenario che si è orientato lo speech applauditissimo di Obama.

Le sue parole chiave sono state tecnologie, progresso, ricerca, informazione, nuove generazioni, che hanno legato i temi toccati.

L’inizio si è incentrato sul cambiamento climatico. E’ un dato di fatto, oramai, di come questo sia diventato un vero e proprio problema che non va assolutamente scisso dalla questione dei processi di produzione dei cibi, basati sui sottili equilibri della natura, che vanno avanti da milioni di anni e che hanno permesso e condizionato l’evoluzione umana. E’ importante osservare criticamente la questione della produzione alimentare in maniera globale, perché nulla è indipendente e senza condizionamenti. Se non si fa attenzione ai cambiamenti climatici, viene compromessa la qualità del prodotto primo coltivato, il tasso elevatissimo dell’inquinamento ha stravolto spesso e volentieri i ritmi naturali, con conseguenze sempre più dannose per la nostra salute.

Il benessere della persona parte da una nutrizione adeguata e non è un caso che l’operato presidenziale di Obama, reso positivamente popolare dalla moglie Michelle, abbia reso uno degli obiettivi prioritari l’attenzione verso le abitudini alimentari, troppo spesso tutt’altro che salutari, con il fine di ridurre il divario tra spreco e povertà.

I dati che arrivano da Oltreoceano sottolineano come la strada da compiere per ridurre lo spreco alimentare da parte dei consumatori sia ancora, purtoppo, lunga e richieda soluzioni mirate e azioni forti, come una migliore educazione alimentare, che riduca l’impronta ecologica dei consumi. Nel settembre 2015 l’amministrazione Obama ha fissato, così, un grande obiettivo di sostenibilità alimentare per gli Stati Uniti: dimezzare lo spreco di cibo nel paese entro il 2030. Un traguardo che si scontra con i numeri attualmente disponibili, secondo i quali gli statunitensi sprecherebbero ben 37 miliardi di chilogrammi di cibo ogni anno, con una scarsa consapevolezza delle reali conseguenze.

Ed è in questo modo che si introduce il secondo tema affrontato, quello della privacy e dell’informazione.

Migliaia di dati riguardo i consumatori vengono trasmessi e condivisi ogni giorno, creando una maestosa banca dati dalla quale attingere. Ma il reale problema non è la diffusione di informazioni, quanto la loro veridicità. Il consumatore ha il diritto di sapere cosa finisce sulla sua tavola, ha il diritto di nutrirsi sapendo cosa va a mettere nel proprio stomaco, guidato da un background di informazioni reali percepite, attraverso i processi molteplici dell’informazione.

Informarsi è la chiave per prendere coscienza di quello che si fa realmente e delle conseguenze possibili, senza camuffamenti; il contrario sarebbe una lesione alla libertà personale gravissima.

“Le prime cose sulle quali lavorare per migliorare la situazione sono senza dubbio la consapevolezza e l’informazione dei consumatori, senza le quali non è possibile mettere in campo strategie efficaci per combattere il problema dello spreco alimentare”.

Quindi è necessaria una pari disponibilità dei mezzi di informazione per tutti, ma fattori come l’impossibilità ad una corretta educazione alimentare, dovuta a condizioni economiche di forte disagio, ostacola la giustizia sociale in questo senso. Ed è anche su questo che si è posta l’attenzione con l’amministrazione Obama, che ha avviato il progetto Let’s move, capitanato da Michelle al fianco Sam Kass, chef e braccio destro degli Obama nell’attuazione delle nuove politiche alimentari.

Sam Kass e Michelle Obama

“She’s the star”, ha affermato l’ex presidente, da buon marito orgoglioso, riferendosi a Michelle ai suoi sforzi, che hanno portato dei risultati concreti e che si augura che possa ottenere di più con obiettivi a lungo termine. Simbolo del lavoro della First Lady è stato il famoso orto coltivato personalmente, assieme alla partecipazione attiva di bambini e ragazzi, i quali dovevano assorbire nella maniera più chiara possibile il giusto di nutrirsi.

Per arginare il problema del cambiamento repentino e dannoso del clima, è necessario investire sulle energie rinnovabili. Ogni nazione, afferma Obama, ha un modo diverso di vedere questo tipo di investimento. Tuttavia il mercato parla chiaro: qualunque sia l’idea personale, le aziende si muovono in questo senso: nascono start up, le piccole e medie aziende investono in questa direzione, fino ai grandi introiti delle aziende multimilionarie. Sia economicamente, che per l’ambiente, questa ricerca è portatrice di numerosi benefici.

Il bello di questa ricerca, secondo Obama, è proprio la grande rete di relazioni che si va a creare. Attraversando trasversalmente numerosissimi ambiti e settori, costringe ad uno sforzo comune. Nulla è un caso, sta avvenendo tutto nell’era dei social e della condivisione e i giovani sono sempre più interessati a partecipare a questo obiettivo. “We can see a new hope”, dando vita a progetti a lungo termine, si porta le nuove generazioni a dare il proprio contributo, forti delle loro grandi capacità intellettive e della loro immaginazione, perché è proprio con l’immaginazione che si possono raggiungere grandi obiettivi.

Nulla più del cibo è in grado di accomunare le persone, qualunque sia il tipo di diversità che intercorra. “Food is emotional”, emoziona e dà modo alle famiglie di essere unite intorno ad un tavolo per mangiare, dando vita ad un rito addirittura sacro in molte culture del mondo, quando, invece, l’occidentalizzazione dei ritmi di vita, condizionati da quelli lavorativi, sta offuscando l’importanza del momento conviviale.

Se il pianeta continua ad ammalarsi, continuiamo ad ammalarci anche noi, cadendo in un circolo vizioso senza fine, dalle conseguenze distruttive. E’ importante che ognuno faccia la sua parte, che sia leader o meno, ognuno deve operare per sé stesso ed essere esempio positivo per gli altri. Il nostro benessere pone le basi per il benessere mondiale, se fatto nella maniera corretta e consapevole, nel pieno principio di scambio equivalente.

Obama, oltre al desiderio di voler tornare a casa dopo un discorso così lungo, ha concluso con questa affermazione, che dà modo di riflettere:

“La storia non va sempre in direzione retta, ma tende ad aggiustarsi per raggiungere la giustizia”.

Insomma, se non troviamo il modo di rimarginare il disastro ambientale causato, il pianeta Terra troverà il modo di farlo da sé, ma forse noi non saremmo più in grado di ammirare il cambiamento.

 

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Alessia Scorrano

"Cresciuta con il mare del Salento nel cuore, studio architettura a Milano. Spirito critico e ironico, seguo senza opporre resistenza la mia passione per i libri, le serie tv, i fandom, il mondo Marvel, Star Wars, il calcio e scrivere, semper fidelis alla mia formazione classica. Il mio sogno è quello di continuare a fare tutte queste cose e ad interessarmi avidamente al mondo, finchè il fuoco dell'ispirazione e della curiosità non deciderà di spegnersi."



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