ImpeachTrump


Si tratta di un deja vu o siamo davvero catapultati in un’amara realtà? Gli Stati Uniti, nazione di immigrati per antonomasia, modello di società che mira a diffondersi nel mondo universalizzando il proprio sistema di valori; terra promessa da Dio, nota come “città sulla collina”, che con tanto sacrificio i primi puritani cercarono di fondare, affinché fiorisse una società teocratica perfetta offrendo dimostrazioni di virtù e purezza religiose in grado di riportare il mondo sulla retta via. Oggi, sulla retta via, c’è un certo Donald Trump, indiscusso imprenditore, ma incerto politico che , seppur breve tempo sia passato dal suo esordio al mandato, non c’ha fatto attendere più tanto per riportarci a quel non lontano 17 Giugno 1972, quando la Camera aprì una procedura di “impeachment” per abuso di potere e intralcio della giustizia per mano di Nixon, allora presidente degli Stati Uniti.
Ai tempi lo scandalo aveva inflitto un ulteriore colpo al prestigio e alla credibilità degli USA, che erano già usciti fortemente indeboliti a livello di immagine a causa del loro coinvolgimento nella guerra del Vietnam. Trump fa esattamente la stessa cosa, anzi lui è un uomo a cui non piace perder tempo, per questo pare che si possa parlare di impeachment ancor prima di rivestire il ruolo da presidente. Infatti, ci sono fonti che affermano che 20 senatori democratici avevano sottoscritto, lo scorso Dicembre, una lettera di accusa a Trump per aver violato le regole federali sul conflitto di interessi, o ancora, quando Jerrold Nadler, membro democratico del Congresso, aveva presentato un documento nel quale accusava Trump di violare la “Emoluments Clause “ della Costituzione. Ma la notizia bomba giunge in questi giorni dal Washington Post, probabilmente per festeggiare il 71esimo anno del Presidente americano, annunciando lo “Russiagate” ossia lo scandalo che probabilmente comprometterà le sorti del mandato del nostro presidente: il procuratore speciale, ex Direttore del FBI, Robert Muller, non solo dichiara le effettive violazioni commesse da Trump, ma soprattutto svelerebbe il ruolo che la Russia ha avuto durante le presidenziali. A giorni il “procuratore speciale “ sentirà come testimoni diversi “senior inteligence officials “. Uno dei personaggi più interessanti che sarebbe stato già chiamato da Muller a testimoniare davanti alla Commisione Intelligence del Senato è James Comey, direttore del FBI licenziato in tronco da Trump via Twitter il Maggio scorso, che avrebbe dichiarato l’esistenza di certe “bugie” in Casa Bianca.
Trump sferza un attacco ai media (in modo del tutto prevedibile) dichiarando che si tratta di una singola caccia alle streghe più grande della storia politica americana, condotta da persone malvagie.
Forse Trump non è a conoscenza del significato di malvagità, ma un dato è certo, che già grandi personaggi, registi, uomini politici se non addirittura cartoni di satira avevano previsto, come un vero e proprio, il triste destino che sarebbe toccato nuovamente all’America dopo Nixon e Clinton. Sembra proprio che alcuni presidenti non aspettano altro che stravolgere la tranquillità e l’equilibrio del proprio Paese. E poi per cosa? Ma sempre per il medesimo motivo, il potere.
 

Carola Cantaluppi

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