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Leopold von Sacher-Masoch: dominazione e biografia


Avvolta in una pelliccia, con in mano una frusta e dotata di un corpo giunonico: Sacher-Masoch e il suo ideale femminile.

Le informazioni che riguardano la vita di Leopold von Sacher-Masoch provengono da due principali fonti: Sacher-Masoch e il masochismo, opera scritta dal segretario di Sacher-Masoch, Karl Felix von Schlichtegroll, e Le mie confessioni di Wanda von Sacher-Masoch, prima moglie dello scrittore.

Figlio di Leopold Johann Nepomuk Ritter von Sacher e di Caroline Edle von Masoch, Leopold von Sacher-Masoch nacque il 27 gennaio 1836 a Lemberg, città ucraina in Galizia. I suoi avi erano principalmente di origini slave, spagnole e boeme. I suoi nonni ricoprivano il ruolo di funzionari dell’Impero austroungarico e suo padre operava in qualità di capo della polizia di Lemberg. Fin da piccolo Sacher-Masoch rivelò il proprio amore per la letteratura: non appena imparò a leggere, gli vennero insegnati il francese ed il polacco. Le Fiabe di Perrault diedero indirizzo alle sue disposizioni letterarie, che si rivelarono assai presto. A otto anni componeva già racconti di avventura altamente sentimentali e melodrammatici. La madre non tardò ad accorgersi del temperamento del bambino: nervoso ed eccitabile, ma anche risoluto ed ardito. Leopold crebbe in un ambiente domestico aristocratico e lussuoso, sviluppando dentro di sé una forte curiosità per gli aspetti più sinistri e misteriosi del mondo, a patto però di scorgere in essi un certo splendore e qualche elemento fantastico.

Sacher-Masoch sviluppò una certa sensibilità per l’argomento per aver assistito durante l’infanzia a sommosse, che, segnandolo profondamente, influenzarono notevolmente le tematiche e i motivi dominanti delle sue opere. Nel 1846 infatti a Cracovia i polacchi galiziani si ribellarono alla dominazione austriaca. Le sommosse si diffusero velocemente e interessarono anche la città di Lemberg. Nel 1848 la famiglia di Leopold von Sacher-Masoch fu costretta a trasferirsi a Praga, affinché il padre di Leopold ristabilisse l’ordine nella città di destinazione, che era diventata teatro di una delle più cruente rivolte del periodo.

Leopold Sacher-Masoch studiò quindi a Praga, rivelandosi presto un allievo estremamente diligente; la morte della sorella, avvenuta alla prematura età di undici anni, fu motivo di grande turbamento per lui. Nel 1852 iniziò a studiare Giurisprudenza all’Università di Praga, impegnandosi in modo serio e coscienzioso. L’anno seguente il padre fu trasferito a Graz e il giovane Leopold proseguì gli studi in tale città. Dal 1856 al 1870 Sacher-Masoch ebbe un impiego presso l’Università di Graz, assumendo il ruolo di Privatdozent (libero docente) di Neuere Geschichte (Storia Generale dell’Età Nuova, ossia storia moderna), senza però ricevere gratificanti riconoscimenti per i suoi saggi di argomento storico. Nel 1860 rinunciò all’impiego accademico con lo scopo di dedicarsi esclusivamente all’attività di scrittore professionista.

All’età di circa vent’anni Leopold von Sacher Masoch era un giovane poco avvenente, con un aspetto poco virile e dal carattere fondamentalmente timido. Tuttavia piaceva alle signore che lo consideravano intelligente ed interessante. Tra di esse spiccava Anna von Kossov, trentacinquenne prosperosa, madre di due figli e moglie di Gustavo von Kottowitz, di professione medico. Il rapporto passionale clandestino tra Sacher-Masoch e la signora Kottowitz fu tanto acceso che Anna decise di divorziare dal marito per andare a vivere con lo scrittore, che nel frattempo era diventato lo schiavo della nuova amante. Sacher-Masoch comprese però presto che la signora Kottowitz era una volgare sfruttatrice di uomini e di conseguenza il loro rapporto amoroso ebbe termine dopo solo quattro anni.

Nel 1869 poco tempo dopo la rottura con Anna, Leopold iniziò una corrispondenza letteraria con una scrittrice sua ammiratrice, tale baronessa Fanny von Pistor. Ella, dopo essersi fatta a lungo desiderare e aver avvolto la propria figura in un alone di mistero, incontrò lo scrittore di persona. Leopold ravvisò in lei quella sensualità autoritaria che tanto ricercava nelle donne che costellavano le sue avventure amorose. I due si accordarono subito per stringere una relazione amorosa che avrebbe dovuto essere caratterizzata dalla più completa subordinazione dell’uomo alla donna.

Tale rapporto non trovò fondamento in un semplice accordo verbale, ma di un vero e proprio contratto, debitamente firmato da entrambe le parti. Il contratto prevedeva una durata del rapporto di sei mesi, lasso di tempo probabilmente scelto da Fanny; durante questi mesi Fanny si impegnava ad indossare spesso la pelliccia, capo amatissimo da Leopold, e ad ostentato atteggiamenti crudeli e dispotici nei confronti dello scrittore.

Contratto tra Fanny von Pistor e Leopold von Sacher-Masoch:

Il signor Leopold von Sacher-Masoch si impegna con la propria parola d’onore a essere lo schiavo della signora von Pistor e a obbedire incondizionatamente a ogni suo desiderio e a ogni suo ordine, e questo per la durata di sei mesi.

La signora Fanny von Pistor, da parte sua, non esigerà da lui nulla di disonorevole (che possa privarlo del suo onore di uomo e di cittadino). Inoltre gli dovrà concedere sei ore al giorno per le sue occupazioni, non leggerà mai le sue lettere né i suoi scritti. La padrona (Fanny Pistor) potrà punire ogni colpa o omissione o delitto di lesa maestà del suo schiavo (Leopold von Sacher-Masoch) a propria assoluta discrezione. In breve, il suddito Gregor dovrà essere servilmente sottomesso alla sua padrona, accogliere ogni suo attestato di benevolenza come uno squisito atto di grazia, non avanzare pretese sul suo amore né alcun diritto come suo amante. Fanny Pistor, da parte sua, si impegna a indossare pellicce il più spesso possibile, e in particolare quando sarà crudele.

Trascorsi i sei mesi, entrambe le parti dovranno considerare questo periodo di schiavitù come non avvenuto, e non farvi alcuna seria allusione. Dovranno dimenticare tutto quanto è accaduto e ritornare al loro precedente rapporto amoroso.

[In seguito cancellato.]

Non è necessario che il periodo di sei mesi sia ininterrotto, può subire lunghe pause, terminare e ricominciare a capriccio della padrona.

        A convalida del contratto, firma delle parti.

Data d’inizio, 8 dicembre 1869.

                                   Fanny Pistor Bagdanow

                                  Leopold cavaliere von Sacher-Masoch

I due amanti si recarono in seguito in Italia, precisamente a Venezia, per trascorrere una serena vacanza. Qui Leopold, che per l’occasione assunse il nome “Gregor” e trascorse tutto il periodo del viaggio fingendo di essere il domestico della moglie, propose a Fanny di prendersi un amante con il quale tradirlo ripetutamente. Sacher-Masoch voleva in questo modo aumentare i propri tormenti amorosi. Scelsero per il ruolo di amante l’attore teatrale Tommaso Salvini, tornato in Italia nell’autunno del 1869 da alcune tournée in Spagna e Portogallo; per conferire un carattere maggiormente esotico all’aura nel nuovo amante, Sacher-Masoch soleva riverirsi a lui usando l’aggettivo sostantivale “Greco”.

In Italia Sacher-Masoch trovò l’ambiente ideale per la propria ispirazione artistica. L’autore infatti terminò in questo periodo, ossia nel 1870, la sue opere più celebri:Venere in pelliccia. La trama della novella fu ispirata, come si vedrà, dalle avventure parafiliache dell’autore con Fanny von Pistor. Al termine dei sei mesi di accordo la coppia si sciolte e Sacher-Masoch tornò a Vienna.

Leopold Sacher-Masoch aveva ormai trentacinque anni; in seguito al rapporto con Fanny von Pistor aveva intrattenuto rapporto con un’altra donna, Caroline Herold, dalla relazione con la quale nacque nel 1872 la primogenita di Leopold, Linda von Sacher-Masoch. Anche questo rapporto amoroso non era andato però a buon fine. Leopold poteva però vantarsi di aver raggiunto l’apice della propria carriera letteraria e di esercitare un notevole fascino sul pubblico femminile. Numerose erano le donne che gli scrivevano; Sacher-Masoch conobbe così colei che nel 1873 sarebbe diventata la sua prima moglie: Angelika Aurora Rümelin (che prenderà poi il nome di Wanda), modesta guantaia .

I due intrattennero per molto tempo un misterioso scambio epistolare. Nelle lettere Angelika si faceva chiamare con il nome di Wanda von Dunajev, nome della protagonista della celebre novella Venere in pelliccia, affermando falsamente di essere una nobildonna. Angelika propose infine a Sacher-Masoch un contratto, che egli accettò. I due si sposano il 12 ottobre 1873con una cerimonia privata nella chiesa parrocchiale del Santo Sangue a Graz.

Contratto fra Sacher-Masoch e Wanda von Dunajew:

Schiavo!

Le condizioni alle quali La riconosco come schiavo e Le permetto di rimanere al mio fianco sono le seguenti:

Incondizionata rinuncia alla Sua persona.

Non avrà altra volontà all’infuori della mia.

Sarà uno strumento cieco nelle mie mani, ed eseguirà ogni mio ordine senza replicare. Qualora si dimenticasse di essere uno schiavo e non mi obbedisse in tutto e per tutto, avrò il diritto di punirLa e castigarLa a mia assoluta discrezione senza che Lei possa osare lamentarsene.

Ogni gioia, ogni felicità che vorrò concederLe sarà un mio atto di grazia e come tale dovrà accoglierlo, con gratitudine; io non conosco colpe né doveri nei Suoi confronti.

Lei non sarà per me né figlio né fratello né amico, ma solo il mio schiavo prostrato nella polvere.

Sarò padrona sia del Suo corpo sia della Sua anima e, per quanto possa soffrirne, dovrà sottomettere alla mia autorità le Sue sensazioni e i Suoi sentimenti.

I più grandi atti di crudeltà mi saranno concessi, e se anche La mutilassi, dovrà sopportarlo senza un lamento. Lavorerà per me come uno schiavo, e quando io nuoterò nell’abbondanza e lascerò Lei tra gli stenti e La calpesterò, dovrà baciare in silenzio il piede che L’avrà calpestata.

Potrò licenziarLa in ogni istante; Lei, invece, non potrà allontanarsi da me senza il mio consenso e, qualora fuggisse, mi riconosce il potere e il diritto di torturarLa a morte con ogni supplizio immaginabile.

Non avrà nulla all’infuori di me, sarò per Lei tutto, vita, futuro, felicità, sciagura, tormento e piacere.

Qualsiasi cosa Le chiederò, buona o cattiva che sia, dovrà eseguirla, e se anche esigessi da Lei un delitto, dovrà trasformarsi in criminale, per obbedire al mio volere.

Il Suo onore mi appartiene, come il Suo sangue, il Suo spirito, il Suo lavoro, sarò la Sua padrona per la vita e per la morte.

Quando non sarà più in grado di sopportare il mio dominio, e troverà le catene troppo pesanti, allora Lei dovrà uccidersi, io non Le renderò mai più la libertà.

 

Dott. Leopold cavaliere von Sacher-Masoch

Angelika restò presto incinta e le difficoltà economiche non tardarono ad arrivare.

Sempre nel 1873 giunse a Sacher-Masoch un invito per Vienna dove avrebbe diretto un nuovo periodico sull’Esposizione Internazionale che si sarebbe tenuta quello stesso anno. Mentre lo scrittore si trovava a Vienna insieme alla moglie, un’epidemia di colera si abbatté sulla città e Wanda si ammalò, partorendo il figlio Leopold prematuramente; il piccolo morì però dopo soltanto una settimana di vita.

La coppia, anche se con non poche difficoltà economiche e affettive, rimase insieme per dieci anni, nel corso dei quali Angelika ebbe tre figli: Alexander, Demetrius e Olga. Gradualmente però la donna si rese conto del disaffezionamento sempre maggiore che nutriva nei confronti del marito. Se infatti Wanda si sforzò di protrarre la relazione il più possibile fu perché non voleva rinunciare ad essere la moglie di un intellettuale che un giorno sarebbe stato ricco e famoso.

La situazione economica della famiglia era minata non solo dagli esosi debiti che Sacher-Masoch contraeva per acquistare pellicce per la moglie, ma spesso anche da profondi stati di malumori dello scrittore. Egli infatti, languendo per il senso di frustrazione che derivava dalla scarsa capacità di Angelika di rivestire i panni della dominatrice, era spesso deconcentrato dal proprio lavoro. Con lo scopo di riaccendere la vena letteraria del marito, la donna allora accettò di prendersi un amante: un nuovo “Greco”, incarnazione e culmine della condizione di sudditanza che Leopold anelava. La ricerca dello scrittore si rivelò per un certo periodo infruttuosa, costellata di ripetuti fallimenti e conseguenti alterazioni della pace e della tranquillità tra i coniugi, per altro compromessa già da diverso tempo. In questo clima di profondo deterioramento del rapporto matrimoniale con grande gioia di Leopold il tradimento venne finalmente consumato nel 1881 con Alexander Gross, detto Sandor, un avvenente giovane di Budapest.

Il coronamento del sogno erotico di Leopold, per quanto potesse essere stato fautore di uno stemperamento degli animi, si rivelò effimero. Nel 1883 Sacher-Masoch divorziò dalla moglie in seguito a lunghe ed estenuanti battaglie legali; tra le cause alle quali può essere imputata la fine del matrimonio vi fu anche l’inizio della relazione amorosa tra Sacher-Masoch e la giovane traduttrice Hulda Meister, donna colta e dal carattere risoluto.

Angelika ovvero Wanda, moglie divorziata ed amante abbandonata, serbò molto rancore nei confronti dell’ex marito e decise di utilizzare la scrittura come arma per ottenere su di lui una feroce vendetta. Ella redigette infatti non solo novellette scandalistiche a scopo di lucro, ma anche le sue famose memorie, uscite in Germania nel 1906 e dopo qualche mese in Francia, con l’intenzione di “mettere a posto il Cavaliere”, bollandolo quale dannato mentitore, repellente dissoluto e come un povero di spirito. Un esempio particolarmente evidente di come Wanda utilizzi le proprie confessioni per vittimizzare se stessa e additare l’ex marito come colpevole sessualmente degenerato viene offerto dal seguente passo:

Lui mi guardò molto seriamente.

“Hai ragione. Devo rinunciarvi a ogni costo. Ma tu potresti aiutarmi molto”.

“In che modo?”.

“Indossando pellicce e maneggiando la frusta”.

“Ma io le indosso, le pellicce!”.

“Sì, ma non vuoi prendere confidenza con la frusta. La posta in gioco, il nostro stesso avvenire, dovrebbe premerti quanto a me. Se io compio un sacrificio, puoi fame uno anche tu. Per me l’essere maltrattato da mia moglie costituisce una vera voluttà. Ebbene, maltrattami, e ti prometto su quello che c’è di più sacro, ti do la mia parola d’onore che d’ora in poi nei miei libri non compariranno più donne crudeli. Accetti?”

Il 1887 fu  un anno particolarmente glorioso per Leopold von Sacher-Masoch. In quell’anno egli infatti compì un viaggio nella capitale francese, dove venne acclamato da intellettuali quali Émile Zola, Henrik Ibsen e Victor Hugo( la celebre Revue Des Deux Mondes gli pubblicò anche più di un racconto) e sposò Hulda Meister, da cui ebbe due figli, Marfa e Ramon, e con cui sembrava aver raggiunto uno stato di serenità interiore. Ciò purtroppo non fu così poiché Sacher-Masoch iniziò presto a soffrire di gravi allucinazioni e la sua salute psichica era sempre più precaria. Nel 1895 in seguito ad episodi di follia di Leopold, Hulda fece rinchiudere il marito in manicomio a Mannheim. Il 9 marzo 1895 Leopold von Sacher-Masoch morì a Lindheim per un attacco di cuore.

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Nicolas Calò

Mi chiamo Nicolas, abito a Milano e studio Lettere moderne. Coltivo da molto tempo la passione per la scrittura; spero quindi che i miei articoli vi piacciano. Buona lettura!



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