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NO COUNTRY FOR OLD “WEST”: L’AMERICA CONTEMPORANEA DI CORMAC MCCARTHY


“But there is another view of the world out there and other eyes to see it and that’s where this is going on. […] Somewhere out there there is true and living prophet of destruction.” (McCarthy 10).

 

No Country for Old Men (2005), tradotto in italiano con il titolo Non è un paese per vecchi, è un romanzo scritto dal famoso scrittore statunitense Cormac McCarthy, vincitore del Premio Pultizer per il romanzo intitolato The Road. Tratto dal romanzo è il film realizzato nel 2007 dai fratelli Joel e Ethan Coen. Vincitore del premio Oscar 2008 come miglior film, NCFOM  è senza ombra di dubbio un romanzo che racchiude e vuol trasmettere tanto.

A primo impatto sembra che si tratti semplicemente di un film d’azione, in cui sono coinvolti principalmente tre personaggi, molti soldi e tanta droga. In realtà, leggendo la critica e il romanzo, emerge molto di più che un semplice film d’azione quasi senza trama.  E’ un romanzo che ci mostra il tanto mitizzato American West sotto una nuova luce; questo American West rappresenta ciò che l’America, secondo McCarthy,  è diventata nella contemporaneità. NCFOM può essere, dunque, definito come un Western o, meglio ancora, come un post-western; il romanzo di Cormac McCarthy è ambientato in un contesto storico diverso da quelli degli Old Westerns e certamente tratta con un altro tipo di West. Il diciannovesimo secolo fa da scenario agli Old Westerns, mentre, invece, per NCFOM  il contesto storico è quello del ventesimo secolo, più precisamente quello degli anni ottanta. Il contesto è quindi senza alcun dubbio diverso: è un romanzo situato dopo la guerra del Vietnam ed è stato scritto dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre. Il West, l’America, qui rappresentati non sono più quelli del diciannovesimo secolo; le cose sono cambiate e di conseguenza nuovi valori sono emersi. Non c’è più spazio per un’ennesima versione romanzata del famoso Far West, in cui tutto era chiaro, in cui si riusciva a distinguere facilmente il bene dal male e, soprattutto, in cui il male veniva sempre sconfitto dall’emblematica figura del cowboy. Il male di questo West contemporaneo, di questa America, è un male difficile da comprendere e da abbattere. In NCFOM, il simbolo di questo nuovo male è incarnato nella figura di Anton Chigurh.

Poche sono le informazioni a riguardo di Anton Chigurh; l’unica cosa che si sa è il suo nome. E’ quindi un personaggio del tutto misterioso. Ciò che è curioso è che l’aspetto del mistero era una caratteristica attribuita al personaggio positivo del cowboy; ad esempio, se pensiamo al famoso western Shane (1949) scritto da Jack Schaefer, il cowboy è un personaggio completamente misterioso. Il mistero non è solo una caratteristica del cowboy, ma anche del supereroe; il critico Chuck Klosterman nel suo libro I Wear The Black Hat sottolinea questo aspetto, soprattutto facendo riferimento a Batman, affermando che poco si sa riguardo al suo passato e alla sua persona.

Chigurh è, inoltre, estremamente violento e senza alcun riguardo nei confronti degli esseri umani. Non rispetta le norme sociali, ma agisce secondo le sue proprie regole e la sua propria filosofia. Uccide le persone con vari strumenti, ma principalmente utilizza la sua pistola ad aria compressa, normalmente utilizzata per uccidere gli animali nei mattatoi. La sua arma non solo viene usata per uccidere le sue vittime, ma anche per compiere svariate azioni, un po’ come se fosse uno strumento “magico”.

Per di più, Chigurh ha la grande abilità di essere un ottimo osservatore e di analizzare ogni situazione che gli si presenti davanti. Egli è attento a qualsiasi oggetto e suono, ispeziona ogni cosa nel minimo dettaglio. Chigurh è un killer attento e , nuovamente, questo aspetto è tipico del cowboy: Shane è sempre vigile, proprio come Chigurh.

Un’altra caratteristica di Chigurh è la sua capacità di riuscire sempre a scappare da qualsiasi situazione: non viene mai catturato. Appare e scompare, entra nelle sfere private degli altri personaggi del romanzo senza farsi alcun scrupolo e, di nuovo, scompare, quasi come uno spettro. E’ come se in Chigurh ci fosse quasi qualcosa di “divino”. A rinforzare questo elemento è anche il fatto che egli riesca sempre a trovare un modo per curare le sue ferite, utilizzando anche strumenti poco adatti.

Tuttavia, l’aspetto che ritengo più peculiare su questo personaggio è la filosofia da egli professata; Anton Chigurh segue dei valori, i quali possono essere riscontrati in vari episodi. Come afferma Carson Wells, uno dei personaggi del romanzo: “He’s a peculiar man. You could even say that he has principles. Principles that transcend money or drugs or anything like that.” (McCarthy 278). Le sue azioni non sono mosse dal desiderio di soldi o droga, ma semplicemente dalla sua filosofia.

Egli si pone quasi come una figura trascendentale il cui compito è quello di far capire e far affrontare la realtà alle sue vittime; ciò che ci vuole far credere è che lui è semplicemente lì, in quel momento, per mettere in atto qualcosa che era già stato deciso; secondo Chigurh, le sue vittime hanno fatto delle scelte in passato che le hanno condotte da lui;  “that’s the way it is” è la sua massima. E’, quindi, molto semplice pensare che la sua filosofia sia giusta, perché è questo che Chigurh ci vuole fare credere. In realtà, nulla ha alcun senso. Chigurh uccide perché decide egli stesso di farlo.

Non si tratta, quindi, di un killer psicopatico che uccide le persone a random. Come, infatti, afferma il critico Joan Mellen sarebbe troppo semplice definirlo uno psicopatico; lo renderebbe, quindi, un caso unico ed eccezionale. Invece, Chigurh rappresenta qualcosa di più ampio.

Anton Chigurh simbolizza il nuovo male presente in America: un male che è difficile da capire e difficile da sconfiggere. Seguendo il filone del classico western, il male ha sempre la peggio: il coraggioso cowboy riesce sempre ad abbattere il nemico e a riportare l’ordine all’interno della comunità. Tutto ciò non accade in No Country For Old Men; il buono del romanzo, Sheriff Bell, è un “old man”, con vecchi valori che rispecchiano un passato che non esiste più; la violenza che egli deve fronteggiare è troppo complicata per lui; infatti egli afferma: “[…] when you encounter certain things in the world, the evidence for certain things, you realize that you have come upon something that you may very well not be equal to and I think that this is one of them things.” (McCarthy 547).

Concludendo, Chigurh rappresenta ciò che è diventata l’America, ciò che è l’American West ai tempi d’oggi. Non c’è più spazio per vecchi valori e principi. In aggiunta, il fatto che Chigurh non venga ucciso e che Sheriff Bell decida di ritirarsi non è per nulla casuale. Anche il risveglio di Sheriff Bell dai suoi sogni ottimisti, alla fine del romanzo, ha un significato: ciò che egli stava sognando non corrisponde alla realtà che egli sta in realtà vivendo. Tutto quanto è capovolto da questa forza malefica; la giustizia non ha alcun tipo di potere e la possibilità dell’esistenza di un Dio è completamente nulla. Non è, quindi,  possibile intravedere alcuno spiraglio di luce. Ciò che McCarthy ci propone è la descrizione di un paese dominato dai soldi, dall’avidità, dalle droghe e come ho sottolineato più volte, dalla violenza. L’autore agisce in modo decostruzionista, sfatando così alcuni miti. Ciò che è certo è che non c’è più spazio per una visione romanzata del West americano e, in generale, dell’America.

 

BIBLIOGRAFIA

  • Campbell, Neil. Post-Westerns: Cinema, Region, West. University of Nebraska Press Lincoln & London. 2013.
  • Cant, John. Cormac McCarthy and the Myth of American Exceptionalism. Routledge. New York. 2008.
  • Klosterman, Chuck. I Wear The Black Hat. Grappling With Villains (Real and Imagined).Scribner. New York. 2013.
  • McCarthy, Cormac. No Country For Old Men. 2005.
  • Mellen, Joan. Spiraling Downward: America in Days of Heaven, In the Valley of Elah, and No Country For Old Men. University of California Press. Film Quarterly, Vol. 61, No. 3. Spring 2008, pp. 24-31. Stable URL: http://www.jstor.org/stable/10.1525/fq.2008.61.3.24
  • No Country For Old Men. Joel & Ethan Coen. United States. 2007. Film
  • Spurgeon, Sara L. Cormac McCarthy: All The Pretty Horses, No Country For Old Men, The Road. London, New York. Continuum International Publishing Group. 2011.

 

Alice Carletto Martínez

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