Brexit e M&A


La perfomance stellare del settore M&A nel 2016 sembra destinata a continuare e, inaspettatamente, anche grazie al Regno Unito.

La ragione è semplice: Brexit. Prendiamo come esempio il recente tentativo di acquisizione di Unilever da parte del conglomerato americano Kraft Heinz, il cui approccio ha evidenziato l’estrema vulnerabilità delle compagnie inglesi post-Brexit. Le motivazioni sono diverse: in primis, i tassi d’interesse estremamente bassi che si traducono in una maggiore disponibilità di capitali; in secondo luogo, la caduta a picco della sterlina ha reso le compagnie britanniche molto più economiche delle loro controparti estere.

L’offerta indesiderata da parte del fondo di private equity 3G Capital e di Warren Buffett però ha avuto effetti ben più gravi sull’opinione pubblica rispetto a precedente approcci, come l’acquisizione della società produttrice di processori Arm Holdings da parte del gruppo giapponese SoftBank. Unilever è per molti cittadini inglesi parte viva dell’orgoglio britannico, sia per il suo instancabile sforzo di CSR che per il modello di capitalismo responsabile adottato . Proprio per questo l’approccio di Kraft Heinz ha provocato un’ondata di sdegno e stupore, non solo nel governo inglese ma anche nell’opinione pubblica; il takeover ha riaperto la ferita lasciata dall’acquisizione di un’altra storica azienda inglese, Cadbury. L’azienda produttrice di dolciumi, prima di proprietà di Kraft Foods (ora Kraft Heinz) e adesso di Mondelez International, nella mente di tanti, è sinonimo di promesse non mantenute e taglio dei costi aggressivo ovvero l’esatta formula che si voleva riproporre con il conglomerato Anglo-Olandese.

In virtù di queste esperienze pregresse e a causa del clima instabile,  il governo inglese si è immediatamente schierato contro l’aggressore americano; ma non è una tattica che si può utilizzare perpetuamente senza sfociare nel protezionismo. Non tutto è perduto: se da una parte la sterlina ha mostrato buoni segni vita negli ultimi giorni, dall’altra Mario Draghi, presidente della BCE, ha fatto intendere che c’è la possibilità che i tassi d’interesse siano soggetti ad una correzione al rialzo ma al momento manterrà la politica di quantitative easing almeno fino al termine delle elezioni francesi. Se l’aumento sopracitato dell’attività di M&A in Gran Bretagna si è tradotto in un incubo per il governo inglese, invece il settore in generale, anche grazie al Brexit, potrebbe segnare un altro anno da record.

 

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Francesco Rassu

Studio Economia Aziendale e Management all'università Bocconi, sono un amante della letteratura e mi interesso di M&A e IB



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