Cosa si nasconde nel nostro intestino?


Eccoci a un nuovo capitolo del nostro discorso sui microrganismi patogeni. Questa volta ci soffermeremo su un gruppo di batteri di grande interesse clinico, le Enterobacteriaceae. Si tratta di microrganismi ubiquitari che, come lascia intuire il nome, colonizzano l’intestino dell’uomo e di altri animali. Appartengono a questa ampia famiglia specie prettamente patogene, come Salmonella thyphi e Yersinia pestis (agente eziologico della peste), e batteri opportunisti, quali Escherichia coli e Klebsiella, che fanno parte della normale flora intestinale ma, in particolari condizioni a loro favorevoli, possono causare malattia.

Le Enterobacteriaceae causano molte infezioni gastro-intestinali, più del 50% delle setticemie e oltre il 70% delle infezioni delle vie urinarie. Le infezioni gastro-intestinali e sistemiche sono tipicamente esogene, ovvero causate dall’azione di batteri che di norma non sono presenti nel nostro corpo; sono dovute all’ingestione di cibi contaminati, che veicolano i microrganismi nel nostro intestino. Le infezioni extraintestinali, invece, sono di solito endogene, perché scatenate da batteri normalmente presenti nel nostro tratto gastrointestinale che, spostatisi in altri distretti corporei (quali le vie urinarie) per vicinanza anatomica all’intestino, causano la patologia. Un esempio è la comunissima cistite, dietro cui si nasconde proprio Escherichia coli: dal colon questo batterio raggiunge l’uretra, dove causa l’infezione. Insomma, un “compagno” innocuo che può facilmente incattivirsi e creare problemi, se si trova nel posto sbagliato.

Le capacità invasive di E. coli sono mediate da una varietà di adesine (molecole che mediano l’adesione del batterio ai tessuti dell’ospite, permettendone l’invasione) e di enterotossine. Oltre alle vie urinarie, infatti, E. coli può raggiungere altri tessuti dove indurre l’infezione: in soggetti immunocompromessi o affetti da pregressa malattia questo batterio può penetrare in tessuti, fluidi e cavità normalmente sterili, determinando setticemia. E. coli è anche il principale agente eziologico di meningiti neonatali, infezioni del sistema nervoso centrale che colpiscono i neonati, e ovviamente di gastroenteriti, che rappresentano il tipo di infezione più comune causato da questo batterio e sono caratterizzate da un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino tenue.

the structure of Escherichia coli

La struttura di Escherichia coli.

Un altro famoso gruppo di enterobatteri è quello delle Salmonelle, le quali possono penetrare all’interno nel nostro organismo attraverso cibi contaminati (come carne, uova e latte crudi) e acqua non potabile. L’infezione da Salmonella è caratterizzata da disturbi del tratto gastrointestinale, febbre, nausea, vomito e diarrea. Sintomi più gravi, come batteriemie e infezioni a livello delle ossa e delle meningi, interessano perlopiù individui con un sistema immunitario più debole.

Le Salmonelle sono in grado di attraversare indenni lo stomaco grazie alle loro proprietà di acido-resistenza, per poi raggiungere la porzione terminale dell’intestino tenue. Qui agiscono su particolari cellule, le cellule M, con un meccanismo piuttosto complesso che richiede l’attivazione di ben 40 geni: in breve, la Salmonella stimola gli enterociti a operare la propria fagocitosi, cioè induce le cellule dell’intestino a “mangiare” se stesso. In questo modo il batterio penetra all’interno delle cellule ospiti, dove sopravvive e si moltiplica.

Le Salmonelle sono anche in grado di infettare alcune cellule del sistema immunitario, i macrofagi, utilizzandole come navetta. Muovendosi attraverso i vasi linfatici, i macrofagi raggiungono organi quali i linfonodi mesenterici, la milza, il fegato e il midollo osseo; quindi le Salmonelle, veicolate da queste cellule, diffondono nell’organismo, infettano altre cellule e si riversano nel circolo sanguigno.

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