Gli effetti dell’alcol… scientificamente


Che sia in giro con gli amici o a casa con una bella pizza, la classica birretta è un piacere che tutti quanti apprezziamo e ci concediamo. Ma come agisce l’alcol sul nostro organismo? Come induce gli effetti che ben conosce chi eccede con le bevande alcoliche? In questo articolo cercheremo di delineare scientificamente le risposte a queste domande.

Vengono definiti alcoli i composti organici aventi come gruppo funzionale il gruppo -OH, da cui derivano le proprietà chimiche di queste molecole. Buona parte degli alcoli a basso peso molecolare sono prodotti dal metabolismo fermentativo di lieviti e altri microrganismi, con il quale si ha l’ossidazione degli zuccheri a CO2 e H2O. Quello che noi assumiamo con la birra, il vino e altre bevande è l’etanolo, o alcol etilico, un alcol a basso peso molecolare e ad elevato contenuto energetico (7 Kcal/g).

L’etanolo viene assorbito rapidamente a livello dell’intestino per diffusione passiva, da qui entra nel sangue per essere trasportato in tutto l’organismo; in questo modo le molecole di etanolo raggiungono le cellule di molti organi, fra cui il fegato, dove viene catabolizzato, e il cervello, su cui esercita gli effetti che vengono percepiti in misura maggiore e che concorrono a determinare lo stato di ebbrezza.

beer-199650_960_720A livello encefalico, l’alcol inibisce l’attività sinaptica, sortendo così effetti simili a quelli di sedativi e psicofarmaci, ragion per cui chi assume questo tipo di sostanze dovrebbe evitare il consumo di alcolici. In particolar modo l’alcol riduce l’attività cerebrale alterando l’attività di due neurotrasmettitori, il GABA e il glutammato. L’acido gamma-aminobutirrico (GABA) è il principale neurotrasmettitore inibente; la sua azione viene esaltata dall’etanolo, con conseguenti effetti sedativi. Il glutammato, invece, è coinvolto nei meccanismi di apprendimento e di memoria; anche piccole quantità di alcol sono in grado di inibire questo neurotrasmettitore, compromettendo la formazione dei ricordi e il problem solving. L’etanolo determina anche l’incremento di serotonina, endorfine, acetilcolinacatecolamine e dopamina al livello dei centri cerebrali della gratificazione.

Se assunto con moderazione, l’etanolo può avere anche effetti benefici: svolge, infatti, un’azione protettiva verso malattie cardiovascolari mediante l’aumento delle HDL, aggregati lipoproteici responsabili della rimozione del colesterolo dai vasi sanguigni.

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