Caffeina: il nettare degli Dei


Buongiornissimo! Kaffèeee? Dopo aver rimarcato il fastidio che ci procurano queste due storpiature del web, parleremo dell’effetto psicostimolante della caffeina e di uso e abuso di tale sostanza. Da consumatrice accanita di questa molecola dalle proprietà molteplici, posso dire di considerarla un vero e proprio ‘nettare degli Dei’, soprattutto nel sostenere umore e produttività durante la estenuante sessione esami. Ma come fa in dettaglio la caffeina a diventare una vera ossessione per studenti e lavoratori?

La 1,3,7-trimetilxantina (nome IUPAC 1,3,7-1H-purin-2,6(3H,7H)-dione), meglio nota come caffeina, è un alcaloide naturale che si può trovare in natura nelle piante di caffè, cacao, tè, cola, guaranà e mate, dunque nelle bevande estratte dalle stesse. Nelle piante sopra citate ha azione di insetticida naturale, paralizzante (tetanizzante) o effetto tossico per insetti e altri artropodi che si nutrono di queste piante. La caffeina è la sostanza psicostimolante più diffusa al mondo. Come tutte le molecole, ha una dose tossica e una dose letale, quest’ultima raggiungibile facilmente utilizzando la caffeina come prodotto puro; la Dose Letale 50 (la quantità per la quale il 50% delle cavie muoiono) orale nell’uomo è pari a 150mg/kg.

La caffeina è uno stimolante del sistema nervoso centrale, viene utilizzata in ambito medico ma soprattutto per uso ricreazionale, abusata dagli studenti universitari di tutto il mondo! Il suo metabolismo è epatico, viene infatti metabolizzata dal citocromo P450 dove viene convertita in tre diemetilxantine (paraxantina, teobromina, teofillina).  L’escrezione dei metaboliti è renale.

Vediamo più in dettaglio l’effetto dei metaboliti della caffeina, che svolgono diversi effetti in diversi distretti corporei:

  • Paraxantina: l’84% della caffeina converge in questo metabolita, questa stimola la lipolisi a aumenta la disponibilità di acidi grassi e glicerolo nel sangue. Questa attività lipolitica è data dal fatto che la caffeina stimola la secrezione del cortisolo.
  • Teobromina: il 12% della caffeina viene metabolizzata in teobromina, questa è un vasodilatatore e aumenta il flusso sanguigno in particolare al cervello, ai muscoli e ai bronchi. Inoltre ha effetti cronotropi positivi, e ha una discreta efficacia come miorilassante della muscolatura liscia bronchiale e bronchiolare. Stimola inoltre la vasodilatazione delle arteriole renali portando ad un aumento della filtrazione glomerulare, risultante in un aumento della diuresi.
  • Teofillina: il 4% della caffeina converge in questo metabolita, insieme alla adrenalina ha azione cronotropa e inotropa positiva, aumentando di fatto la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Anche la teofillina ha effetto di rilassamento della muscolatura liscia bronchiale e bronchiolare e aumento della diuresi.
metaboliti della caffeina

I metaboliti della caffeina contribuiscono ai numerosi effetti che essa ha sul nostro organismo.

Il consumo di grandi quantità di caffeina (maggiore alle 5 tazze di caffè espresso al giorno, attenzione universitari in sessione!) porta ad una condizione conosciuta come caffeinismo, che combina dipendenza da caffeina a effetti spiacevoli come nervosismo, irritabilità, insonnia, cefalea e palpitazioni cardiache. Quando insultate tutti durante la sessione esami chiedetevi sempre se non stiate esagerando con il caffè!

Le sostanze psicostimolanti portano un senso di aumentata energia psichica e fisica, senso di maggiore fiducia nelle proprie capacità, di onnipotenza, in generale aumentano l’attività. Le motivazione che in genere intercorrono a giustificare l’uso di sostanze (non solo la caffeina, questo discorso vale anche per gli stupefacenti) sono abitudine sociale, pressione dai pari, aumento della fiducia in se stessi, necessità di maggiori energie, sollievo da dolore fisico o psichico, controllo dell’ansia, sollievo dalla tristezza, socializzazione e sollievo dalla noia. La caffeina viene usata anche, inconsciamente o consciamente, come sollievo dalla depressione.

caffeina

Il caffè aumenta la produttività stimolando il sistema nervoso centrale.

 

Craving

Con questo termine facciamo riferimento ad un vero e proprio sintomo psichiatrico che consiste in un desiderio irresistibile, intrusivo che può comportare la perdita di controllo su una serie di azioni tese alla sua soddisfazione. Non necessariamente vediamo questo fenomeno verificarsi negli addicted della caffeina, ma certi comportamenti dei forti consumatori di caffè possono in qualche modo ricordare il craving. Quindi il craving ha degli aspetti di ossessività, si inserisce nella mente del soggetto anche se non è voluto. Questo desiderio è vissuto dal paziente come una associazione di situazioni di piacere a stimoli esterni come un insieme di immagini, pensieri, impulsi persistenti che riguardano la sostanza, tanto che vengono percepiti come intrusivi, fuori dal proprio controllo, pertanto generatori di ansia e di disagio. Queste associazioni fanno sì che il soggetto rimanga incastrato nell’uso della sostanza. La perdita di controllo sul craving può condurre a manifestazioni comportamentali volte alla ricerca della sostanza secondo una precisa sequenza: memoria dell’effetto piacevole, stimolo esterno o interno che evoca quella memoria, desiderio di riprovare il piacere, comportamenti di ricerca della sostanza, costruzione di schemi comportamentali abitudinari e ripetitivi per effetto sulle strutture nervose della gratificazione.

I sintomi dell’intossicazione da caffeina sono gli stessi causati da sostanze psicoattive: irrequietezza, eccitazione, insonnia, ansia, aumento della minzione, vampate di calore, disturbi gastrointestinali, aritmie cardiache, afasia, contrazioni muscolari (quelli che vengono anche definiti ‘tremori da caffeina’). Nei casi di overdose massiccia possono manifestarsi anche altri sintomi psichiatrici come depressione, mancanza di giudizio, stato maniacale, disorientamento, disinibizione, allucinazioni o psicosi, fino al caso estremo della rabdomiolisi (lisi del muscolo scheletrico).  Il trattamento dell’intossicazione da caffeina è prevalentemente sintomatico, anche se può rendersi necessaria, in caso di elevati livelli sierici di caffeina, la dialisi peritoneale o emodialisi. In generale è piuttosto raro che si verifichino situazioni estreme di intossicazione da caffeina, ma è comunque importante rimarcare che è una sostanza che crea dipendenza e che non è priva di conseguenze, pertanto l’uso responsabile di questa ‘legalissima sostanza stimolante’ è mandatorio.

Grazie a tutti per l’attenzione, e adesso… Coffee break!

coffee

Literally nothing…

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Giulia Valdi

Mi chiamo Giulia Valdi, ho 23 anni e sono una studentessa di Medicina. Sono nata a Trieste e frequento l’università di Udine, e vorrei procedere la mia carriera medica in ambito chirurgico. La mia seconda grande passione, che per anni è stata per me come una professione, è l’equitazione, il salto ostacoli in particolare. Sono una grande fan di Woody Allen, del rock anni ’80 e di libri, in genere romanzi e gialli. Da sempre mi interesso alle attualità in tema medico e scientifico, e sono una forte sostenitrice della ricerca. Con il SISM di Udine partecipo al progetto Ospedale dei Pupazzi, per combattere la ‘paura del dottore’ insieme ai bimbi che portano i loro pupazzi a farsi curare da noi pupazzologi. Con l’idea di avere il bisturi dalla parte del manico, mi dedico con passione ai miei studi, e spero di poter anche un giorno lavorare con organizzazioni medico-umanitarie.



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