Neisseria meningitidis


La specie batterica di cui parleremo oggi è la Neisseria meningitidis, un microrganismo che attualmente ha tristemente occupato le pagine di cronaca nazionale riportando anche decessi.

Aspetti microbiologici generali:

Neisseria meningitidis

Struttura tridimensionale della Neisseria meningitidis.

La N. meningitidis è un cocco gram-negativo (negativo alla colorazione di Gram) che presenta caratteristiche peculiari; possiede una capsula polisaccaridica, produzione di endotossine, presenza di pili, adesine (molecole che permettono la migliore adesione del microrganismo ad un substrato biologico), proteasi delle IgA (enzimi che permettono la distruzione delle IgA, anticorpi prodotti dalle mucose per la protezione da parte di infezioni di microrganismi) e proteine leganti la transferrina. La capsula contribuisce a delineare i vari sierotipi esistenti di Neisseria, esistono 13 gruppi antigenici (A, B, C, D, 29E, H, I, K, L, W135, X, Y, Z dei quali i principali sono A,B,C,Y e W135). Il sierotipo che è stato recentemente oggetto di discussione dei media è il sierotipo C, per il quale è anche disponibile il vaccino.

Aspetti clinici:

Il quadro clinico associato a questo patogeno è quello della meningite, cioè una infiammazione delle meningi con tipica presentazione clinica improvvisa che si configura in cefalea piuttosto intensa, rigor nucalis (rigidità nucale, tipico segno clinico di meningite, ovvero flettere il capo sul busto provoca intenso dolore), febbre. Possono presentarsi anche aspetti clinici di ipertensione endocranica con cefalea e vomito a getto. La mortalità si aggira intorno al 100% nei soggetti non trattati, invece si riduce drasticamente intorno al 10% nei soggetti in cui viene prontamente iniziata una adeguata terapia antibiotica. L’incidenza di sequele neurologiche è bassa, con report più frequenti di deficit uditivi e artrite.

La setticemia con o senza meningite è una patologia potenzialmente fatale; piccole lesioni petecchiali della cute sul tronco e sugli arti inferiori sono comuni e possono confluire a formare lesioni emorragiche più ampie. Si può verificare una coagulazione intravasale disseminata (CID), una complicanza temibile e potenzialmente letale, che può portare anche a distruzione bilaterale delle ghiandole surrenali (sdr di Waterhouse-Friederichsen).

Petecchie

Quadro clinico di petecchie che posso confluire in lezioni emorragiche più ampie.

Altri quadri clinici possono prevedere l’interessamento di polmoni, articolazioni e distretto urogenitale.

Diagnosi e trattamento:

La diagnosi viene effettuata tramite ricerca colturale nel LCS (Liquor Cerebro-Spinale, prelevato tramite procedura di rachicentesi), inoltre si possono effettuare anche test di ricerca antigenica e amplificazione di acidi nucleici.

Esame colturale

Esame colturale che mostra la crescita di colonie di Neisseria meningitidis.

Il trattamento di basa sull’utilizzo di cefalosporine di terza generazione (Ceftriaxone), utilizzata come terapia empirica iniziale. Al momento sono disponibili sia vaccini polisaccaridici che vaccini coniugati, tra i coniugati inoltre sono disponibili vaccini tetravalenti che conferiscono protezione nei confronti di quattro sierotipi (A, C, Y, W135). La vaccinazione è consigliata ad una forbice di età compresa tra 11 e 55 anni, ma alcune formulazioni sono state consigliate anche per bambini da due mesi in su (per esempio quella per meningococco C).

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Giulia Valdi

Mi chiamo Giulia Valdi, ho 23 anni e sono una studentessa di Medicina. Sono nata a Trieste e frequento l’università di Udine, e vorrei procedere la mia carriera medica in ambito chirurgico. La mia seconda grande passione, che per anni è stata per me come una professione, è l’equitazione, il salto ostacoli in particolare. Sono una grande fan di Woody Allen, del rock anni ’80 e di libri, in genere romanzi e gialli. Da sempre mi interesso alle attualità in tema medico e scientifico, e sono una forte sostenitrice della ricerca. Con il SISM di Udine partecipo al progetto Ospedale dei Pupazzi, per combattere la ‘paura del dottore’ insieme ai bimbi che portano i loro pupazzi a farsi curare da noi pupazzologi. Con l’idea di avere il bisturi dalla parte del manico, mi dedico con passione ai miei studi, e spero di poter anche un giorno lavorare con organizzazioni medico-umanitarie.



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