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Accuse a YSL, “tacchi a spillo, nudo e sottomissione”


A indignare la rete sono stati due manifesti, definiti “umilianti e degradanti”, della campagna pubblicitaria per la collezione autunno/inverno 2017/2018 di Yves Saint Laurent, apparsi per le vie della Ville Lumière. #YSLRetireTaPubDegradante (“Saint Laurent ritira la tua pubblicità degradante”) questo il tag utilizzato sui social per chiedere la rimozione dei due manifesti considerati offensivi nei confronti delle donne, perché richiamerebbero un’immagine di donna mal nutrita e sottomessa.

Tutto questo accaduto pochi giorni prima delle celebrazioni per la festa della donna, avvenute in tutto il mondo, e all’uscita nelle sale (7 marzo) di “Cinquanta sfumature di nero”, dove il tema della dominazione sessuale viene trattato con leggerezza.

Nel primo manifesto si vede una modella, con la testa appoggiata su uno sgabello, le gambe divaricate e le braccia penzoloni. È molto magra e indossa solo un body a pois e calze a rete. Ai piedi porta tacchi a spillo e pattini a rotelle.

YSL FW 17-18
(immagine resa da Twitter)

Nella seconda immagine, la top Fernanda Oliveira appare invece seduta a terra con le gambe divaricate.

Fernanda Oliveira per YSL, scatto di Inez & Vinoodh.

Gli scatti sono stati realizzati dai fotografi Inez & Vinoodh, celebri nel mondo della moda e della musica (da loro è stato fatto lo scatto in copertina all’album “Applause” di Lady Gaga). Famosi anche per i loro “naked portraits”.

Al momento la maison parigina non ha risposto alle accuse mosse da alcuni utenti della rete. L’ARPP, l’autority francese per la regolamentazione della pubblicità ha fatto sapere di aver ricevuto decine di lamentele e segnalazioni: “Venerdì è arrivata una prima segnalazione – ha detto Stéphane Martin, direttore generale dell’authority – poi ne sono state depositate una quindicina. Il giudice esaminerà l’ammissibilità di queste lamentele, interpellerà Yves Saint Laurent ed eventualmente coloro che si sono occupati di diffondere questa pubblicità”.

Non è la prima volta che la YSL viene accusato: nel 2015 una campagna di Saint Laurent finì al centro delle polemiche, per via delle mannequin magrissime ingaggiate in una campagna pubblicitaria sul magazine inglese Elle Uk e censurata dall’Asa, l’authority britannica che monitora le campagne pubblicitarie.

Un trattamento simile è stato riservato a Gucci (sempre appartenente al gruppo Kering) che l’anno scorso sempre in Gran Bretagna si era vista vietare la campagna per la Cruise 2016 nella quale la modella appariva “magra in modo non sano”.

Certamente lo scopo della campagna pubblicitaria era quello di far discutere, da sempre YSL ricerca la provocazione (nel 1971 in occasione del lancio del suo primo profumo maschile Saint Laurent posa nudo per la campagna pubblicitaria).

YSL 1971

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Lorenzo Bianchi

Nato in provincia di Milano, ma abbandonata presto per raggiungere la "madonnina". Innamorato perdutamente di Milano. Interessato alla moda come forma d'arte e business. Mi piace spendere il mio tempo libero visitando città nuove. L'arte in tutte le sue forme mi attrae e coinvolge.



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