I primi giorni della MFW1718


Milano è in fermento per la Fashion Week Fall-Winter 2017-2018, che promette di essere di transizione verso un nuovo formato di sfilate, che diventeranno  a tutti gli effetti fashion show. Si vedrà la nascita di un nuovo ente nazionale che coordinerà tutto il settore del fashion, dagli abiti agli accessori, facendo diventare settembre il mese della moda italiana. Questo ha l’intento di elevare la competitività italiana oltre quella americana e inglese.

Gigi Hadid in passerella per Alberta Ferretti

I promotori di questa iniziativa sostengono il principio de “l’unione fa la forza”. Certamente è necessario un organo centrale più incisivo dal punto di vista della politica internazionale, ma non deve essere sottovalutato il lavoro fin ora svolto dalla Camera Nazionale della Moda (e soprattutto, cosa ne sarà di questa istituzione?). Inoltre due sono gli assiomi da non dimenticare: prima di tutto il fashion business è un settore che si regge su tradizioni molto consolidate che per la loro modifica è necessario l’accordo di tutti i player del settore (Milano, Parigi, New York e Londra), per questo motivo il sistema Italia non può pretendere di sconvolgere il calendario di fiere ed eventi che richiedono il coordinamento di più istituzioni sovranazionali. In secondo luogo, non dimenticarsi che la capitale della moda italiana è Milano. Grazie alla sua storia e al contributo di innumerevoli stilisti (non solo italiani), che l’hanno scelta per presentare le proprie collezioni, ha acquisito rilevanza e unicità, diventando così una delle quattro città più importanti per il mercato della moda. Questo significa non diluire il potere della città meneghina con l’illusione di crearne di nuovo.

Il destino stimato per le sfilate è quello di diventare fashion show, cosa che sta diventando sempre più realtà. Veri e propri cortometraggi con attori, spettatori musiche e registi.

 

Quali sono i trend che emergono da questi primi giorni di passerelle?

Alessandro Dell’Acqua per N°21

Le trasparenze sempre più trasparenti, nessun gioco “vedo non vedo”, si vede tutto. I fiori prendono tridimensionalità, escono dalle stampe e abbelliscono abiti da sera. Questo sembra delineare un inverno che rifiuta l’idea del letargo, “nessun dorma”, da la Turandot di Giacomo Puccini, è il motto della FW-1718.  La riscoperta di linee “vintage”, sofisticate come il new look di Christian Dior. La riscoperta del new look non è solo stilistica ma ha anche una valenza economica, il new look è stato capace di far risollevare la Francia nel secondo dopo guerra, grazie all’elevata quantità di tessuto utilizzato per la realizzazione degli abiti. Da Alberta Feretti (che per la sua collezione si ispira alla città di Venezia) a Fendi, oppure da N°21 a Gucci, questi sono i maggiori trend.

Di grande rilievo è infine un’innovazione tutta di Gucci, cioè l’unificazione delle linee uomo e donna, che porta la maison di origine fiorentina a riorganizzare la sua struttura organizzativa (dall’ufficio stile all’after sales) e a creare un fashion show completo.

 

Gucci Uomo FW-1718

Gucci Donna FW-1718

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Lorenzo Bianchi

Nato in provincia di Milano, ma abbandonata presto per raggiungere la "madonnina". Innamorato perdutamente di Milano. Interessato alla moda come forma d'arte e business. Mi piace spendere il mio tempo libero visitando città nuove. L'arte in tutte le sue forme mi attrae e coinvolge.



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