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Gianluigi Donnarumma si nasce, portieri anche.


Da brava gobba, soffro ancora per quei rigori andati male. La Supercoppa ci ha guardato ammiccante per ben oltre i canonici 90 minuti, per poi voltarci le spalle proprio nel momento più difficile della vita di un tifoso: i rigori.

Bene, alla luce di ciò, quest’anno un arbitro non avrà il suo orologio in regalo molto probabilmente.

Ma, se è vero che a Natale siamo tutti più buoni, perdoneremo questo sgarbo e andremo avanti.

Punto di vista diametralmente opposto è invece quello di Casa Milan, che ha visto in questa vittoria un punto di partenza, un segnale di inizio per un percorso pavimentato di vittorie e soddisfazioni per uno dei club che più hanno segnato la storia del calcio sin dalla loro nascita. Protagonisti di questa partita sono stati i 22 giocatori, molti dei quali hanno sollevato il primo trofeo della loro carriera.  Sono destinati ad  un futuro luminoso? E’ ancora difficile dirlo, ma non si può dire lo stesso della rosa: nessun’altro può vantare un nucleo di italiani così forti, Montella sembra essere la leva giusta per risollevare i morali di società e tifosi e Donnarumma si è mostrato un fenomeno tra i pali, divenendo il simbolo di questa rivalsa baciando la coppa che regge tra le mani.milansupercoppa

Chi è, dunque, questo giovane che ha monopolizzato l’attenzione di tutti in questi ultimi giorni?

Il suo nome è Gianluigi, soprannominato Gigio (e qui i riferimenti sorgono spontanei).

Classe 1999, ha una notevole stazza di ben 1,96 metri per 90 kg di peso e al momento ci onora della sua presenza come portiere del Milan, della Nazionale Italiana e Under 21.

Le sue caratteristiche tecniche sono altrettanto notevoli, è agile nonostante l’altezza, bravo ad usare le mani e abbastanza a suo agio con i piedi. Ha dei buonissimi riflessi, le sue parate sono sicure nelle uscite sia alte che basse e abbiamo visto tutti come se la sappia cavare anche con i rigori.

Il suo percorso calcistico prende forma nel Club Napoli della natìa Castellamare di Stabia e da lì il suo percorso da enfant prodige. Ha solo 14 anni quando, nel 2013, il Milan lo ingaggia per 250 000 euro e nel vivaio rossonero si ritrova a giocare sempre con i ragazzi di lui; dai Giovanissimi, agli Allievi, alla Primavera Gianluigi non mostra alcuna riserva nel bruciare le tappe, fino alla panchina in serie A capitanata da Super Pippo Inzaghi, possibile grazie ad una deroga della Federcalcio. A 16 anni firma la sua entrata ufficiale nella squadra “dei grandi” e il suo primo contratto da professionista. Anche qui, scala velocemente le gerarchie grazie al suo grande talento, aiutato da un forte senso del dovere, dalla sua maturità nonostante la sua giovanissima età e da una buona dose di umiltà, fondamentale quanto la bravura (e anche qui sappiamo tutti quanto l’arroganza abbia inciso su alcune papabili brillanti carriere. Tranne quella di Zlatan. Ma se lui può fermare il sole, può fare anche questo).

La sua scalata continua imperterrita anche nella sua esperienza con la Nazionale. Dopo aver giocato con le Nazionali Under 15 e Under 16 nel 2014,  Donnarumma diventa il portiere titolare della Nazionale Under 17 con la quale nel 2015 disputa l’Europeo di questa categoria collezionando 5 presenze, oltre le 3 partite già giocate nelle qualificazioni. In questa manifestazione, nella quale l’Italia viene eliminata ai quarti di finale,  si mette in luce tra i migliori portieri, insieme con il francese Luca Zidane (omonimie, omonimie ovunque!).

Il 5 novembre 2015 è convocato per la prima volta nella Nazionale Under 21 da Luigi di Biagio per le partite contro Serbia e Lituania, nelle quali, però, non ha occasione di giocare. Esordisce con gli azzurrini il 24 marzo 2016, nella vittoriosa trasferta contro l’Irlanda (1-4) e valevole per le qualificazioni dell’Europeo Under 21 , diventando a 17 anni e 28 giorni il più giovane esordiente con la maglia dell’Under 21 italiana.

Ma le sorprese che ci riserva questo campione in erba non finiscono mica qui! Infatti, il 27 agosto 2016 viene convocato per la prima volta in Nazionale maggiore dal CT Giampiero Ventura per le gare con Francia e Israele. Nell’occasione diventa il più giovane convocato azzurro dal 1910 (secondo solo a Rodolfo Gavinelli). Il successivo 1º settembre esordisce in Nazionale, subentrando a Buffon nell’intervallo dell’amichevole di Bari persa 1-3 contro i Bleus: a 17 anni e 6 mesi diventa così il più giovane portiere della storia azzurra, superando dopo ben 104  anni il precedente record di Piero Campelli.

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23 dicembre 2016. Quell’immagine vale più di mille parole. Gigio Donnarumma guarda lo smartphone, bacia la maglia, è commosso: a 17 anni vince il suo primo trofeo nel mondo dei grandi, nel calcio vero. E lo fa da protagonista assoluto, parando il rigore decisivo a un certo Dybala, dopo una partita in cui ha regalato diversi acuti.

Il portiere rossonero ha dato massima disponibilità anche in questi giorni a discutere il suo rinnovo. Non ha pensieri d’addio, né lo distrae il corteggiamento dei top club come da rumors internazionali che lo accostano al Manchester City piuttosto che al Real Madrid. Donnarumma è un ragazzo intelligente, sa bene che in futuro potrebbe vestire la maglia di una di queste società, non esclude niente. Vietato porsi dei limiti. Ma non sfiora neanche questo pensiero, al momento, semplicemente perché il Milan gli ha dato spazio, gli ha consentito di inseguire e realizzare il suo sogno, ora vuole rinnovare e vestire ancora questa maglia di cui ama ribadire quanto sia tifoso. Non fa differenze tra proprietà cinese o italiana: vuole il Milan, ancora e più di sempre.

A questo delicato punto la palla passerà a Mino Raiola che pretende di conoscere volto, progetti e idee della cordata cinese che vuole acquistare il Milan. Ma sembra che il buon Raiola sia pronto a fare di tutto pur di accontentare questo piccolo grande sognatore, con un ingaggio che può raggiungere cifre molto importanti. E’ questo l’altro nodo da risolvere, appuntamento tra gennaio e febbraio, quando poi Donnarumma diventerà maggiorenne e potrà firmare il suo contratto. Ma il Milan ha deciso, proporrà un quinquennale a Gigio e ha intenzione di formalizzare tutto entro il prossimo mese. Forte della volontà del ragazzo, aspettando di dare garanzie a Raiola. Con Donnarumma pronto per essere ancora rossonero a lungo. Senza alcun dubbio, qualunque possa essere il destino di questo ragazzo, qualunque porta andrà a difendere, sarà un vero osso duro da affrontare.

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E’ e sarà un nuovo orgoglio tutto italiano, indipendentemente dai colori che indosserà nel corso della sua sicuramente lunghissima e prolifera carriera. Gianluigi che bacia il suo primo successo sportivo è il simbolo di una generazione che ha voglia di lavorare sodo per raggiungere i propri obiettivi, al di là delle facili generalizzazioni e degli scontati stereotipi, una generazione che punta al massimo possibile senza perdere la giusta dose di umiltà, che brucia le tappe grazie al proprio coraggio e alla voglia di dimostrare di essere capaci e non per l’uso di inutili scorciatoie. In conclusione, auguro a questo gigante buono, un po’ meno buono quando si tratta di stare tra i pali, di continuare a regalarmi emozioni, perché una passione rimane tale se riesce ad emozionare ed il calcio è una di queste. Altrimenti sarebbe solo un gruppo di giovani aitanti in calzoncini che inseguono un pallone!

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Alessia Scorrano

"Cresciuta con il mare del Salento nel cuore, studio architettura a Milano. Spirito critico e ironico, seguo senza opporre resistenza la mia passione per i libri, le serie tv, i fandom, il mondo Marvel, Star Wars, il calcio e scrivere, semper fidelis alla mia formazione classica. Il mio sogno è quello di continuare a fare tutte queste cose e ad interessarmi avidamente al mondo, finchè il fuoco dell'ispirazione e della curiosità non deciderà di spegnersi."



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