Sognare fa vincere


Tutti ricordiamo come Cenerentola, nel celebre film disney, cantasse con i suoi amici uccellini che i sogni son desideri di felicità. Che poi, come facesse a cantare da appena sveglia, tirata giù dal letto, tra l’altro, da uno stormo di uccelli per me rimane un mistero che nemmeno Adam Kadmon ce la può fare.

Per fortuna siamo in tanti a fare grandi sogni.

A Viseu è stata grande Italia, una nazionale guidata in maniera sagace dal referente tecnico Signoretto e dal tecnico Oldani, capaci di amalgamare in poco tempo una nazionale giovane, forte e coesa. L’Italia è campione del mondo e lo diventa con merito, dopo aver battuto nella partita decisiva i padroni di casa portoghesi con un roboante 4-1.

Di cosa stiamo parlando?

Sui giornali non sono comparsi i grandi titoli dei campioni azzurri dopo il successo mondiale di Berlino, ma, i ragazzi della Nazionale di calcio a 5, in Portogallo, hanno cantato a gran voce, da grandi vincitori, l’Inno di Mameli. E anche loro potranno andare in giro a dire di essere campioni del mondo, con orgoglio.

Gli azzurri festeggiano la vittoria al Torneo delle Regioni

Questo mondiale è stato il primo indetto dalla FIFDS ed ha occupato la nostra squadra dall’ 8 al 15 Aprile. Oltre al titolo, l’Italia torna dal Portogallo con il miglior portiere Francesco Leocata e il miglior marcatore Luca Magagna.

Gli azzurri, tutti ragazzi con la Sindrome di Down, hanno sconfitto in finale i padroni di casa per 4 a 1, favoriti per la vittoria della manifestazione. E dire che alla presentazione dell’evento, prima della partenza per il Portogallo, sembrava già un sogno per molti di questi ragazzi soltanto la partecipazione al loro primo Mondiale di Calcio.

Invece, via via, le prestazioni in campo hanno dimostrato che i ragazzi allenati da Roberto Signoretto, Gianluca Oldani ed Edoardo Scopigno, sono state di gran lunga le migliori del lotto composto da Portogallo, Brasile, Messico e Sud Africa.

Battuti due volte i messicani (11- 3 e 8 -2) gli azzurri, dopo il pareggio nella gara inaugurale contro il Portogallo per 4 – 4, si giocava tutto nella partita decisiva contro i lusitani, vinta con un primo tempo definito addirittura da fantascienza da parte di chi ha visto i nostri ragazzi all’opera, che ha visto Messina e compagni portarsi sul parziale di 4 – 0, prima di amministrare da vera squadra il risultato acquisito e lasciando ai vice campioni solo la gioia del goal della bandiera sul finale di partita.
Il referente tecnico Signoretto esprime così la sua gioia:

Che bello vederli giocare a calcio!Una soddisfazione per tutto lo staff vedere come i ragazzi sono stati in grado di mettere in campo quello che è stato fatto negli allenamenti!Vincere il mondiale è stata la classica ciliegina sulla torta, un’emozione immensa ma, soprattutto, un evento che garantirà l’ulteriore sviluppo del nostro calcistico riservato ad atleti con sindrome di Down. I ragazzi sono stati magnifici, il gruppo unito fin da subito alla ricerca di un risultato importante, che ci eravamo prefissati alla vigilia e che siamo riusciti con forza a raggiungere. Sono orgoglioso dei miei ragazzi“.

Oltre alla vittoria di squadra, l’Italia ha chiuso anche con i successi personali sopracitati di Leocata e Magagna ( per lui due gol anche nella finalissima). Insieme a loro, sono diventati campioni del mondo Marco Fasanella, Davide Vignando, Cristian Palaia, Simone Di Giovanni, Carmelo Messina, Marco Sfreddo, Matteo Simoni, Riccardo Piggio, Amedeo Alessi e Luca Casciotti.

 

 

Di seguito un riepilogo dei risultati:

Portogallo-Messico 6-0

Italia-Portogallo 4-4

Messico-Italia 3-11

Messico-Portogallo 0-10

Italia-Messico 9-2

Portogallo-Italia 1-4

fonte: sito FISDIR

 

Una serie di vittorie per l’Italia, che ha visto la vittoria degli azzurri nel calcio a 5 e l’accesso in semifinale Champions League della Juventus, unica squadra italiana in gara, ma questa è un’altra storia.

Questo articolo è scritto per celebrare questi dodici ragazzi e la tenacia che ci hanno messo nel sognare senza tenersi bassi, anzi, hanno saputo spiccare egregiamente il volo, lontani dalle luci della ribalta, che non ne ha potuto intaccare il forte entusiasmo. E dal loro modo di condurre questo torneo, possiamo solo guardare in silenzio e imparare. Anzi,non in silenzio, ma con scoppi entusiastici di tifo.

Emozionante è stato ascoltare l’inno della Champions, ma è stato ancora di più intenso l’inno italiano con così tanto entusiasmo e forza, mista forse ad una gratitudine verso chi li ha supportati fino a quel traguardo, credendo in loro.

Un cromosoma in più non vuol dire sognare e fare di meno.

Il calcio, ancora una volta, ha saputo premiare chi ha dimostrato di meritare.

VOTA QUESTO ARTICOLO!



1 votanti totali, media: 1


Alessia Scorrano

"Cresciuta con il mare del Salento nel cuore, studio architettura a Milano. Spirito critico e ironico, seguo senza opporre resistenza la mia passione per i libri, le serie tv, i fandom, il mondo Marvel, Star Wars, il calcio e scrivere, semper fidelis alla mia formazione classica. Il mio sogno è quello di continuare a fare tutte queste cose e ad interessarmi avidamente al mondo, finchè il fuoco dell'ispirazione e della curiosità non deciderà di spegnersi."



Aspetta! Non scappare!

Se ti piace UniCoffee perché non farne parte?

Scrivi con Noi!